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“La corte tolemaica deve aver offerto lo spettacolo continuo di un dramma egiziano recitato da attori greci in costumi egiziani.” (Jan Assmann, Sapienza e mistero. L’immagine greca della cultura egizia)

 Le premesse culturali al progetto. L’interpretazione del grande egittologo tedesco Jan Assmann è stata un fondamentale spunto di ispirazione per la mostra perché il periodo storico della nuova avventura di Assassin’s Creed Origins è un grande gioco di specchi ricco di sfumature, in perfetta sintonia con lo spirito di un videogioco che ormai è un classico.

L’ambientazione in Egitto alla metà del I sec. a.C., alla fine di una dinastia di re-faraoni greci (i Tolomei, al potere dal 305 a.C., di cui Cleopatra è in pratica l’ultima esponente) e all’inizio della dominazione romana (l’arrivo ad Alessandria di Giulio Cesare, che proprio da Cleopatra avrà un figlio), in un contesto di tumultuose trasformazioni in tutto il bacino del Mediterraneo, è qualcosa che negli ultimi duemila anni ha ispirato tutte le arti.

Oggi, in un altro momento storico di grandi cambiamenti, sia i concept/game artist dei team di Ubisoft che gli artisti italiani coinvolti nel progetto espositivo, hanno messo in gioco la loro contemporaneità per rappresentare e rappresentarsi nell’incontro di tre mondi (quello egizio con quello greco e poi romano) con un quarto, il nostro ormai globalizzato, dando nuova linfa vitale a una grande storia che ha ancora molto da raccontarci.

Le opere dei game artist italiani  e dei concept artist di Ubisoft vivono in mostra come reperti dal mondo egizio che però vibrano dentro un’arte e una tecnologia contemporanea. In una mostra stargate di antico/moderno dove tradizione e innovazione resteranno in simbiosi.

Lo sviluppo del progetto di mostra e la social exhibition.

Dodici giovani concept e game artist, un videogioco diventato leggenda e una storia mitologica che diviene musa ispiratrice: si chiama ‘AC GameArt’, la prima exhibition in chiave social partita sulla pagina Facebook del videogioco Assassin’s Creed per approdare al Baluardo San Regolo di Lucca con un progetto Ubisoft e Neoludica Game Art Gallery.

Dal digital painting alla pittura classica, dal digital sculpting alla photomanipulation, fino ad arrivare ai video e ologrammi: le forme di espressione dell’era contemporanea diventano strumenti per intraprendere un viaggio interattivo tra i personaggi, i segreti, il fascino e la storia dell’Egitto tolemaico, celebrando il mito di Assassin’s Creed.

Dodici creazioni per  dodici autori che hanno reinterpretato Assassin’s Creed Origins: Samuele Arcangioli, Claudia Gironi, Biancamaria Mori e Carlo Gioventù, Federico Vavalà, Francesco Delrio, Filippo Scaboro, Luca Baggio, Giacomo Giannella, Mauro Perini, Valeria Favoccia, Christian Scampini e Ivan Porrini.

A caratterizzare la social exhibition è la commistione di tecniche espressive differenti, valorizzate attraverso l’utilizzo di materiali e medium contemporanei: affreschi digitali, tele, disegni, video interattivi, ologrammi.

NEL PERCORSO DI MOSTRA GLI AUTORI SONO CONTRASSEGNATI DA UNA DIDASCALIA COLOR SABBIA.

CONTEST ‘LA PORTA DEL TEMPO’

Ubisoft, in collaborazione con Neoludica Game Art Gallery, ha inoltre deciso di promuovere il contest “La Porta Del Tempo”. L’obiettivo è stato selezionare circa 40 autori, tra una rosa di oltre 100 che, attraverso le loro opere inedite realizzate in digitale e non, hanno raccontato il mondo di Assassin’s Creed Origins e i suoi personaggi. Fanno parte della mostra autori provenienti da iMasterArt, da Scuola Comics di Padova, da MenteZero, da Concept Art Italia. Tra i partner consolidati spiccano E-Ludo Lab, MFLabs, CAI, iMasterArt, Scuola Comics  e Mentezero.

Le opere hanno la freschezza dei giovanissimi artisti e anche a sapienza dei loro docenti; tutte sono liberamente ispirate alle atmosfere di Origins ®. Un dato interessante è che tutti i game artist sono anche videogiocatori.

NEL PERCORSO DI MOSTRA GLI AUTORI SONO CONTRASSEGNATI DA UNA DIDASCALIA VERDE.

 LE OPERE DI UBISOFT MONTREAL

 L’opera d’arte Assassin’s Creed ® è allo stesso tempo contenuto ed espositore. Dentro il videogioco troviamo l’arte dei concept artist e l’arte delle epoche storiche che vi sono citate; abbiamo la possibilità di esplorare questi mondi senza obbligo di direzione temporale univoca. Il videogioco, l’opera totale, diventa espositore di tutte le citazioni, le favole, le analogie, l’arte, i nomi, gli ambienti, dipinti con pastello o olio di Photoshop a mano libera in una Wacom o schizzati a penna su un foglio, prima di diventare azione. Giocare e vedere le opere in una mostra, estrapolate dalle migliaia di immagini create e riportate nella materia di una tela o di un ologramma, è a tutti gli effetti muoversi sempre dentro la Wunderkammer di Assassin’s Creed. Esponendo il gioco, esponiamo una sintesi, elaborata, delle arti dagli albori della civiltà ai nostri giorni. Attraverso le singole firme dei grandi autori, riconosciamo uno stile personale ma che diventa corale nell’esecuzione del videogioco. Scenari, architetture, personaggi, tutto vive e rivive nell’arte storicamente ispirata dei cinque artisti Raphael Lacoste, Gilles Beloeil, Martin Deschambault, Vincent Gaigneux, Jeff Simpson, la cui cifra stilistica ormai riconosciamo e amiamo.

In un’altra sede dentro le mura di Lucca espone proprio Raphael Lacoste, art director di Assassin’s Creed, con una sua mostra personale. Un percorso attraverso le sale del Palazzo dell’Illustrazione permette di conoscere l’artista non solo per i suoi lavori realizzati per la celebre saga di Ubisoft, ma anche attraverso gli schizzi fatti a mano durante i suoi viaggi, oppure attraverso le sue grandi opere di concept design.

NEL PERCORSO DI MOSTRA LE OPERE DI UBISOFT MONTREAL SNO CONTRASSEGNATI DA UNA DIDASCALIA ROSSA.

 Una caratteristica di questa edizione è anche la presenza della piramide Glass.Emotion Hall di Torsellini Vetro. Una vera piramide di cristallo posta sulle mura di fronte all’ingresso dell’esposizione per ospitare spettacoli e performance. Una piramide interamente progettata e costruita dall’azienda varesina, in scala con la piramide di cristallo del Louvre, e presentata alla Varese Design Week 2017.

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